Abitare la soglia

31 Ottobre 2026

Da Edipo a Colono di Sofocle ai Sassi di Matera

Nella cultura contemporanea la soglia viene spesso interpretata come un limite da oltrepassare, una

condizione transitoria destinata a essere rapidamente lasciata alle spalle. Eppure esiste un'altra

possibilità, più antica e più profonda, abitare la soglia.

Tra le opere che meglio esprimono questa condizione vi è l’Edipo a Colono di Sofocle. Giunto al

termine della propria esistenza, cieco, esule e privo di ogni potere, Edipo non cerca una nuova patria

né una riconciliazione definitiva. Giunge invece in un luogo sacro posto ai margini della città, un

bosco consacrato alle divinità ctonie, dove gli viene chiesto di sostare. Colono non è una meta da

conquistare, ma una soglia da abitare.

In questo spazio liminale si incontrano natura e città, vita e morte, memoria e futuro. Edipo non

attraversa semplicemente il confine, vi dimora. La sua presenza trasforma il luogo e, nello stesso

tempo, il luogo trasforma lui. Da linea che separa, la soglia diventa spazio di relazione capace di

generare significato.

L'abitare contemporaneo tende a cancellare le soglie. Gli spazi diventano continui, immediatamente

accessibili, privi di mediazioni. Porte, cortili, androni, porticati e spazi di transizione perdono

progressivamente la loro funzione simbolica e percettiva. Con essi si indebolisce anche la capacità

dell'architettura di preparare l'incontro tra l'uomo e il luogo.

La qualità dell'abitare dipende dagli spazi occupati, ma anche dalla ricchezza delle soglie che li

connettono. È nelle soglie che l'architettura da costruzione diventa esperienza.

Nei Sassi di Matera e nel ΜΟΥΣΕΙΟΝ tale dimensione assume una particolare evidenza. L'abitare

significa entrare in relazione con una trama di passaggi che mette continuamente in comunicazione

interno ed esterno, individuo e comunità, presente e memoria.

Come Edipo a Colono, l'abitante della soglia scopre che alcuni luoghi chiedono di essere abitati,

affinché qualcosa possa accadere.

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